Il percorso San Bartolomeo e San Giacomo unisce la chiesa di San Bartolomeo a Villapiana e quella di San Giacomo a Colderù. La passeggiata è di circa 4,5 km e richiede un’ora di cammino.

L’itinerario diventa inevitabilmente più lungo a livello di tempo per i punti di interesse che meritano sicuramente di essere visitati: queste due chiese hanno infatti qualcosa in comune, ovvero la ricorrenza dei gamberi rossi all’interno della loro composizione pittorica. Secondo la simbologia cristiana il gambero è simbolo di resurrezione, ma può anche avere il significato più recondito di eresia.

La chiesetta di San Bartolomeo a Villapiana risale al XV secolo e conserva tracce pittoriche di epoche diverse: gli episodi della vista di San Bartolomeo di Marco da Mel sono affreschi sono di tipo rinascimentale risalenti al 1540 e narrano per immagini la vita del patrono. Vale la pena di soffermarsi sul grande riquadro dell’Ultima Cena (quattrocentesca), la cui particolarità è la presenza di gamberi rossi sulla mensa. Il gambero ha evidenti allusioni simboliche, ed è bene notare che si tratta di un simbolismo molto diffuso nella zona che va da Aquileia all’Adriatico.

Gamberi rossi sulla mensa dell’Ultima Cena si ritrovano anche in altre chiese vicine, quali quella di Talandino, Corte, Villapaiera e quella di San Giacomo a Colderù, quest’ultima visitabile come seconda tappa del presente itinerario, con affreschi dei fratelli da Mel, Giovanni e Marco e altri episodi della vita di San Giacomo ad opera del pittore agordino Lorenzo Paulitti (1574).

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