Il tartufo di Arsiè è un’eccellenza gastronomica della zona delle Prealpi bellunesi. Si tratta di un frutto della terra conosciuto fin dall’antichità, basti pensare che ci sono testimonianze che attestano l’uso del tartufo in campo culinario già all’epoca degli antichi Sumeri.

Il tartufo è annoverato nelle due maggiori culture dell’antichità, quella greca e quella romana. Infatti la leggenda vuole che gli antichi Greci abbiano dato la libertà al figlio maschio di uno schiavo soltanto perché aveva inventato una ricetta a base di tartufo, e che gli antichi Romani abbiano posto il pregiato tubero sotto la protezione di Venere perché convinti del suo potere afrodisiaco.

Nel Medioevo il tartufo veniva considerato il figlio del fulmine e del tuono, mentre a cavallo tra settecento ed ottocento iniziò ad essere utilizzato dai mercanti ricchi come merce da barattare.

Nel territorio del comune che si affaccia sul lago del Corlo si possono trovare diverse tipologie di tartufo che vanno dal tartufo pregiato al tartufo Ordinario, dal tartufo Scorzone a quello Uncinato, fino al tartufo Invernale.

Per raccogliere il tartufo di Arsiè è necessario essere muniti del tesserino di idoneità, con l’ausilio di massimo due cani.
Le buche vanno obbligatoriamente ricoperte una volta estratto il tartufo di Arsiè.

 

Arsiè - Territorio circostante il Lago del Corlo