L’agnello dell’Alpago è una razza completamente autoctona della zona dell’Alpago, esempio di biodiversità che si è conservata con il passare dei decenni. Si tratta di una razza ovina di taglia medio-piccola allevata nei comuni di Chies d’Alpago, Pieve d’Alpago, Tambre, Farra d’Alpago e Puos d’Alpago. Le caratteristiche tipiche di questo animale sono le macchie sul muso e sulle zampe, il fatto che sia privo di corna e che abbia orecchie minute.

L’agnello dell’Alpago è rinomato per la sua carne, tenera e gustosa, sebbene il suo allevamento sia di tipo semi-brado, basato sulla permanenza in alpeggio e sul consumo di diversi tipi di foraggio, tutti reperibili in natura; è considerato un ovino a triplice attitudine: valida come cibo grazie alla sua carne, ma anche per la produzione di latte e di lana.

Questa razza particolare è inserita nell’Elenco Nazionale delle Specialità Agroalimentari Tradizionali: la regione Veneto infatti ha ottenuto dal Ministero il riconoscimento sotto la denominazione di Pecora alpagota, mentre la carne d’agnello ha ricevuto il riconoscimento di Presidio Slow Food.

La presenza dell’agnello dell’Alpago si è molto ridotta nel ‘900: non a caso la Comunità Europea inserì l’ovino tra le specie locali minacciate di estinzione. A partire dal 2000, però, si è constatata una netta ripresa della presenza dell’animale in Alpago.

 

02 - Agnello dell'Alpago

Ingredienti

  • 700 g d’agnello d’Alpago
  • brodo vegetale con sedano, carote e cipolle
  • rosmarino
  • sale
  • pepe
  • olio extravergine d’oliva
  • 2 spicchi d’aglio
  • 1 cucchiaino di concentrato di pomodoro

Preparazione

Per cucinare l’agnello dell’Alpago è necessario far rosolare la carne in una padella con un filo d’olio, per circa 3/4 minuti.

Una volta rosolata, la carne va messa in una casseruola con uno spicchio d’aglio, del rosmarino e un cucchiaino di concentrato di pomodoro.
Lasciare che si cucini per circa 50 minuti, aggiungendo man mano il brodo e sistemando con sale e pepe.

Alpago