Il Sistema dei pozzi di Mel e Follo sono due chiari esempi del legame stretto tra gli abitanti della zona e l’acqua, a livello economico e di sostentamento.

La zona di Mel, e in particolare il colle su cui sorge il centro storico del paese, avevano infatti problemi di approvvigionamento, a causa del terreno molto permeabile e privo di falde.

L’ingegno degli zumellesi, forse già in età romana, portò dunque alla creazione di un complesso sistema di pozzi (circa 15 nel solo centro storico), tutti tra loro collegati e impermeabilizzati con strati di argilla, per la raccolta dell’acqua piovana. Il sistema fu poi mantenuto durante medioevo ed età veneziana e i pozzi sono visibili ancora oggi.

A Follo, invece, l’acqua fu utilizzata per la lavorazione della lana. Nel piccolo borgo, posto non lontano da Mel nei pressi del torrente Terche che poco più a valle confluisce nel Piave, si sviluppò un intensa attività di opifici lanieri, che attraverso canali e mulini utilizzavano la forza dell’acqua per le lavorazioni della lana di pecora, uno dei mercati più fiorenti della zona. Il nome steso del paese, così come quello di Follina (nel trevigiano) e della località Al Fol (a Belluno) deriverebbe da questa intensa attività. Oggi a Follo sono ancora visibili alcuni degli antichi edifici, seppur rimodernati.

14 - mel - sistema dei pozzi
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Follo, 32026 Mel