L’idrovora di Cittanova è una costruzione che risale al 1903, utilizzata per le operazioni di bonifica dell’area palustre ed è una delle più antiche idrovore utilizzate nella zona del Basso Piave.

Idrovora è una tipologia di pompa, solitamente impiegata per spostare grandi masse d’acqua, in genere per motivi di bonifica oppure, nella peggiore delle ipotesi, in caso di alluvioni, quando grandi masse d’acqua si spostano violentemente, minacciando le abitazioni e le attività commerciali.

Una lastra di pietra, sulla facciata dell’idrovora di Citttanova, ricorda le origini di questo piccolo borgo agricolo. Costruito intorno al IX secolo, sulle rovine dell’antica città di Eraclea, si trovò spesso al centro di battaglie per il possesso dei territori ma la sua storia terminò quanto, nel 1110, una devastante alluvione e la conseguente deviazione del corso del fiume Piave, trasformò Cittanova in una palude.

Per merito delle opere di bonifica, Cittanova è potuta tornare ad essere un luogo vivibile, grazie ai lavori di inizio Novecento, voluti e portati avanti dal Consorzio di Bonifica del Basso Piave.
L’idrovora di Cittanova, sebbene abbia più di un secolo di vita, viene azionata da due pompe, capaci di portare 2750 litri al secondo, mosse da motrici a vapore della potenza di 140 cavalli ciascuna.

Oggi l’idrovora di Cittanova possiede un motore elettrico e la portata delle pompe è aumentata fino a nove litri al secondo.

Nel punto in cui il canale Ongaro incontra il Revedoli, sorge la Torre di Fine, costruita nel 1925 al termine dei lavori per la realizzazione dell’ultima grande idrovora del Basso Piave.

 

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